Cucinare: in cucina o in TV?

Il primo programma culinario andò in onda in TV già negli anni ’50, quando ogni casa aveva una cucina ma il televisore non era in ogni casa. Tuttavia, è da qualche anno che la cucina in televisione è ormai una costante. Ma questo fenomeno, per niente recente, come ha rivoluzionato il nostro modo di concepire il cibo? Ci ha davvero resi schiavi dell’ultima moda culinaria o è solo un modo per trascorrere del tempo senza troppi pensieri?

La questione mi ha incuriosita quando, in pausa studio, mi rilassavo facendo zapping e gustando un caffè. Non c’era canale televisivo che, a metà mattinata, non intrattenesse i suoi telespettatori con ricette, consigli del nutrizionista o viaggi alla scoperta di cibi esotici. A parte l’acquolina in bocca quasi scontata, un senso di sconforto mi pervase l’anima, con la promessa che sarei ritornata sulla questione.

Con il fastidioso irrefrenabile dilagare di programmi culinari, il cibo ci è stato servito in qualsiasi forma. Dall’internazionale Masterchef (che trovate anche nel suo formato Junior), a Cotto e mangiato, passando per il decennale La prova del cuoco, il simpaticissimo Cuochi e Fiamme, il meno sopportabile Cucine da incubo, l’avventuriero Il cuoco vagabondo, il dolcissimo Boss delle Torte. La cucina è diventata uno show, mentre un tempo era luogo di condivisione, quando le nonne trasmettevano ai nipoti segreti non scritti, un’arte tramandata di generazione in generazione, al riparo dall’occhio indiscreto delle telecamere.

C’è chi lamenta un’assuefazione, quando gli chef diventano star e gli editori fanno cassa con ricettari che buttano giù Oscar Wilde e mantengono su sushi e falafel. Io ricordo quanto mi è stato insegnato: il cibo è passione, lavoro, sudore, piacere, divertimento, festeggiamento, unione. Quest’indigestione di cibo in TV ci ha probabilmente fatto dimenticare tutto questo, catapultandoci in un mondo che non ci appartiene (un italiano su 5 ritiene che il sushi sia il cibo migliore al mondo!).

Pare che l’intrattenimento televisivo, europeo e d’oltreoceano, sia seguitissimo non tanto fra le nonne che continuano a preferire mattarello e tagliatelle, quanto fra i giovanissimi ed i social addicted. Pranzi di Natale e cenoni di capodanno, barbecue da scampagnate, aperitivi nelle terrazze più chic, torte casalinghe e chi più ne ha più ne metta: no, non è un concorso fotografico, ma solo la moda che ha condotto Instagram alla popolarità mondiale.

Cucinare in cucina o cucinare in TV non è, dunque, soltanto un fenomeno televisivo, ma un’onda travolgente che ha contribuito a plasmare usi e costumi di ciascuno di noi. Provate a pensare per un momento, magari nel silenzio dei vostri pensieri per mantenerlo segreto: quante volte avreste voluto quello scatto di quel piatto invitante e perfettamente decorato ad arte, mentre sedevate ad un’importante cena e vi siete trattenuti dal farlo per non attirare sguardi severi e disgustati?

Siamo ciò che mangiamo quando, anziché gustarlo, lo guardiamo in TV o lo fotografiamo.

 

Barbara Luna Libera Maimone

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